La ricetta risotto alla monzese è uno dei pilastri della cucina brianzola, una variante ricca e saporita del classico risotto allo zafferano che si distingue per l’aggiunta della tipica salsiccia luganega e l’assenza del midollo.
Preparare questo piatto significa onorare una tradizione contadina che ha saputo nobilitare ingredienti semplici. Il cuore della ricetta risotto alla monzese è la scelta della carne: la luganega monzese originale è composta da un impasto di suino magro, grasso, grana, brodo di carne e vino, che conferisce al riso un sapore unico e speziato. Tostare il riso correttamente insieme a un soffritto leggero di cipolla e burro è il primo passo per ottenere una consistenza perfetta: il chicco deve diventare traslucido prima di essere sfumato con un buon vino bianco secco. Molti confondono questo piatto con il risotto alla milanese, ma la differenza fondamentale risiede proprio nella luganega, che viene aggiunta a pezzi o sbriciolata per creare un contrasto di consistenze irresistibile. Seguire la ricetta risotto alla monzese originale richiede pazienza nel versare il brodo poco alla volta, lasciando che il riso sprigioni tutto il suo amido per una cremosità naturale.
Un tocco di zafferano, sciolto in un po’ di brodo caldo verso fine cottura, dona alla ricetta risotto alla monzese il suo caratteristico colore dorato. Tuttavia, in alcune varianti storiche brianzole, lo zafferano viene omesso per lasciare spazio esclusivamente al sapore della salsiccia. Se vuoi approfondire le radici di questo insaccato tipico, consulta la pagina dedicata alla Luganega. Noterai come la sua forma stretta e lunga sia stata pensata proprio per facilitarne l’utilizzo in cucina. Mantecare lontano dal fuoco con burro freddo e abbondante grana lodigiano o parmigiano è l’ultimo segreto per servire un risotto che profuma di casa e di feste domenicali in Brianza.
Ingredienti e passaggi per un risultato perfetto
Per realizzare la ricetta risotto alla monzese per 4 persone, avrai bisogno di 320g di riso Carnaroli o Arborio, 300g di salsiccia luganega, un litro di brodo di carne, mezza cipolla bianca, una bustina di zafferano e del vino bianco. Rosolare la luganega a parte è un trucco utile per eliminare il grasso in eccesso prima di unirla al riso, rendendo il piatto finale più digeribile. Una volta preparato il fondo con burro e cipolla tritata finemente, aggiungi il riso e procedi con la cottura classica, unendo il brodo bollente man mano che viene assorbito. A metà cottura, inserisci la salsiccia e continua a mescolare con delicatezza.
La particolarità della ricetta risotto alla monzese sta nel bilanciamento tra la sapidità della carne e la dolcezza del riso. Aggiungere lo zafferano solo negli ultimi 5 minuti permette di preservarne l’aroma e il colore vivido senza che il calore prolungato ne alteri il gusto. Il risultato finale deve essere “all’onda”, ovvero un risotto fluido che si muove con grazia nel piatto se scosso leggermente. Non dimenticare di lasciar riposare il risotto coperto per un minuto prima di impiattare: questo permette ai sapori di amalgamarsi perfettamente e alla temperatura di stabilizzarsi per la degustazione ideale.
Varianti e consigli dello chef
Anche se la ricetta risotto alla monzese è sacra, esistono piccole varianti familiari. C’è chi ama sfumare con il vino rosso per un gusto più robusto o chi aggiunge una spolverata di pepe nero macinato al momento. Scegliere ingredienti locali, come un burro di latteria di qualità, fa la differenza tra un buon risotto e un piatto indimenticabile. Se non trovi la luganega originale, puoi usare una salsiccia di suino di alta qualità, assicurandoti però che non sia troppo speziata per non coprire il sapore del riso e dello zafferano. Questa pietanza è il comfort food per eccellenza durante i mesi invernali, perfetta se accompagnata da un bicchiere di vino rosso del territorio.
Infine, ricorda che la ricetta risotto alla monzese è un atto di convivialità. Portare in tavola il tegame fumante e servire i commensali con un mestolo abbondante crea subito un’atmosfera di condivisione. Decorare il piatto con un rametto di rosmarino o un pezzetto di luganega intera posta al centro rende l’estetica degna di un ristorante stellato. Che tu sia un esperto dei fornelli o un principiante, cimentarti in questo classico della Brianza ti permetterà di portare un pezzo di storia gastronomica italiana direttamente nella tua cucina, regalando ai tuoi ospiti un’esperienza sensoriale ricca di tradizione e passione.
Domande frequenti sul risotto alla monzese
Qual è la differenza tra risotto alla milanese e alla monzese?
Il risotto alla milanese prevede il midollo di bue e solo zafferano, mentre la ricetta risotto alla monzese aggiunge la salsiccia luganega e solitamente esclude il midollo.
Quale tipo di riso è meglio usare?
Il Carnaroli è il re dei risotti perché tiene perfettamente la cottura e rilascia la giusta quantità di amido per la cremosità.
Si può fare il risotto alla monzese senza zafferano?
Sì, esiste una versione “bianca” molto antica che esalta esclusivamente il sapore del brodo di carne e della luganega.
Come si riconosce la vera salsiccia luganega?
È una salsiccia lunga e sottile, venduta arrotolata “a chiocciola”, con una grana fine e un colore rosaceo.
Posso usare il brodo vegetale invece di quello di carne?
Per la ricetta risotto alla monzese originale il brodo di carne (manzo e gallina) è fondamentale per il sapore, ma il vegetale può essere un’alternativa più leggera.
Cosa fare se il risotto viene troppo asciutto?
Aggiungi un mestolo di brodo caldo e una noce di burro extra durante la mantecatura per riportarlo alla giusta consistenza “all’onda”.
Il vino per sfumare deve essere freddo?
È preferibile che sia a temperatura ambiente per non creare uno shock termico eccessivo al chicco di riso appena tostato.
Posso conservare il risotto avanzato?
Sì, puoi conservarlo in frigo e il giorno dopo trasformarlo in deliziosi “salti di riso” o arancini alla monzese passandoli in padella.
Si può usare la luganega piccante?
No, la tradizione monzese prevede una salsiccia dolce e aromatica, il piccante coprirebbe troppo le sfumature dello zafferano.
È necessario il coperchio durante la cottura del riso?
No, il risotto va cotto scoperto e mescolato spesso per stimolare il rilascio dell’amido.
Prova subito la ricetta risotto alla monzese e lasciati conquistare dal calore e dal gusto della Brianza più autentica.
