Basta annaffiature a caso: scopri il metodo del “raggrinzimento” per capire quando il tuo albero di giada ha davvero sete

L’albero di giada rappresenta una delle piante succulente più apprezzate e diffuse nelle case grazie alla sua straordinaria capacità di adattamento e alla bellezza scultorea delle sue foglie carnose. Questa specie, nota scientificamente come Crassula ovata, appartiene alla famiglia delle Crassulaceae e proviene dalle zone aride dell’Africa meridionale. Possederne un esemplare significa accogliere un organismo vivente che, se curato con attenzione, può accompagnarti per decenni, crescendo insieme a te e trasformando l’aspetto di qualsiasi angolo della tua abitazione. Molte persone scelgono l’albero di giada non solo per la sua estetica, ma anche per i significati simbolici legati alla fortuna e alla prosperità economica che la tradizione orientale gli attribuisce da secoli.

Sezione dell’articoloDettagli tecnici e curiosità
Origini e caratteristicheStoria e morfologia della Crassula ovata
Esposizione e luceCome gestire l’illuminazione solare
Irrigazione e umiditàMetodi per evitare il marciume radicale
Terriccio e rinvasoComposizione ideale del substrato
Propagazione e crescitaMoltiplicare la pianta da una singola foglia
Problemi comuni e cureIdentificare parassiti e carenze nutrizionali
Simbolismo e Feng ShuiIl ruolo della pianta nella cultura asiatica

Le origini africane dell’albero di giada

Le radici storiche della pianta affondano nelle province del Capo e del KwaZulu-Natal in Sudafrica, dove l’albero di giada cresce spontaneamente tra le rocce e nei terreni sabbiosi. Questo ambiente ostile ha permesso alla specie di sviluppare fusti spessi e foglie capaci di immagazzinare grandi riserve idriche. Quando osservi il tuo albero di giada, ammiri un capolavoro di ingegneria naturale progettato per resistere a lunghi periodi di siccità estrema. Nel suo habitat originario, questa pianta può raggiungere dimensioni ragguardevoli, trasformandosi in un vero e proprio arbusto legnoso dal fascino millenario.

La diffusione globale dell’albero di giada iniziò grazie ai primi esploratori botanici che rimasero colpiti dalla sua resilienza. In Europa e in America, la specie trovò subito spazio come pianta da interni, data la sua tolleranza verso le condizioni climatiche domestiche che spesso risultano troppo secche per altre varietà verdi. La struttura della pianta appare ramificata, con foglie di un verde intenso che possono presentare sfumature rossastre sui bordi se esposte correttamente alla radiazione solare. Puoi consultare maggiori dettagli scientifici sulla Crassula ovata visitando Wikipedia Italia, dove risiedono informazioni tassonomiche precise sulla sua classificazione.

Utilizzi uno strumento decorativo che possiede una longevità incredibile. Esistono esemplari di albero di giada tramandati di generazione in generazione, diventando veri e propri cimeli di famiglia. La corteccia dei rami più vecchi assume un aspetto rugoso e grigiastro, conferendo alla pianta l’aspetto di un bonsai naturale senza la necessità di interventi di potatura troppo complessi. La capacità rigenerativa di questa succulenta appare quasi magica: ogni parte della pianta, se entra in contatto con il terreno giusto, possiede il potenziale per dare vita a un nuovo individuo completo, rendendo la sua sopravvivenza una garanzia biologica.

La gestione della luce solare per un fogliame brillante

Il posizionamento della pianta all’interno delle tue stanze determina gran parte del suo vigore. L’albero di giada richiede una quantità generosa di luce naturale per svolgere i processi fotosintetici in modo ottimale. Una finestra rivolta a sud rappresenta la collocazione ideale, poiché garantisce diverse ore di sole diretto durante la giornata. Se la luce scarseggia, noterai che il tuo albero di giada tende a “filare”, ovvero a produrre fusti lunghi e deboli con foglie distanti tra loro, nel disperato tentativo di raggiungere una fonte luminosa più intensa. Questo fenomeno rovina l’estetica compatta e robusta che caratterizza gli esemplari sani.

Durante i mesi estivi, puoi decidere di spostare l’albero di giada all’esterno, in un balcone o in giardino. Presta attenzione però al passaggio repentino: un sole troppo violento senza un periodo di acclimatazione potrebbe causare bruciature permanenti sui tessuti fogliari. Noti delle macchie bianche o brune sulla superficie? Risultano quasi certamente lesioni dovute ai raggi ultravioletti troppo forti. Un’esposizione graduale e controllata permette alla pianta di sviluppare una pigmentazione rossastra protettiva sui bordi delle foglie, un segnale di ottima salute e di perfetta integrazione ambientale. In inverno, riporta la pianta in casa prima che le temperature scendano sotto i dieci gradi centigradi.

La luce influenza anche la fioritura, un evento raro ma spettacolare negli appartamenti. Se il tuo albero di giada riceve la giusta quantità di radiazione solare e subisce una leggera escursione termica notturna, potrebbe regalarti piccoli fiori bianchi o rosati a forma di stella durante il periodo invernale. Mantenere i vetri delle finestre puliti massimizza l’ingresso della luce, garantendo che anche nei mesi più bui la pianta possa accumulare l’energia necessaria. Una rotazione periodica del vaso assicura che ogni lato della chioma riceva la medesima quantità di energia, evitando una crescita asimmetrica che potrebbe sbilanciare la stabilità della pianta nel tempo.

Irrigazione corretta per evitare il declino delle radici

L’errore più comune che potresti commettere risiede nell’eccesso di acqua. L’albero di giada detesta avere i piedi costantemente bagnati. Le sue foglie fungono da serbatoi e, se continui ad aggiungere liquidi senza che il terreno si asciughi, le radici inizieranno a marcire rapidamente. La regola d’oro prevede di bagnare solo quando il substrato appare completamente secco al tatto, anche in profondità. Durante la stagione fredda, il fabbisogno idrico dell’albero di giada diminuisce drasticamente; una somministrazione ogni tre o quattro settimane spesso appare sufficiente per garantirne la sopravvivenza senza rischi.

Usi acqua a temperatura ambiente per evitare shock termici all’apparato radicale. L’acqua piovana o quella decantata risultano preferibili, poiché l’albero di giada può mostrare sensibilità verso un eccesso di sali minerali o cloro presenti nella rete idrica domestica. Se noti piccoli puntini bianchi sulle foglie, si tratta spesso di sali che la pianta espelle attraverso i pori, un meccanismo di difesa naturale del tutto innocuo ma indicativo della qualità dell’acqua utilizzata. Svuotare sempre il sottovaso dopo l’irrigazione impedisce il ristagno idrico, la causa primaria di deperimento per questa specie africana. La pianta preferisce di gran lunga una leggera siccità rispetto a un terreno perennemente intriso.

Osserva attentamente la consistenza delle foglie: se appaiono turgide e sode, il tuo albero di giada dispone di riserve a sufficienza. Se iniziano a raggrinzirsi leggermente, segnalano la necessità di una bevuta. Questo linguaggio visivo ti aiuta a sintonizzarti con le reali esigenze dell’organismo senza basarti su calendari rigidi che non tengono conto dell’umidità ambientale. L’umidità dell’aria nelle nostre case risulta solitamente gradita alla pianta, che non richiede nebulizzazioni fogliari; queste ultime, anzi, potrebbero favorire lo sviluppo di funghi se l’aria nella stanza ristagna troppo a lungo senza ricambi frequenti.

Il terreno ideale e le tecniche di rinvaso

La scelta del substrato determina la velocità di drenaggio, un fattore vitale per l’albero di giada. Un terriccio universale comune trattiene troppa acqua, rischiando di soffocare le radici. Ti conviene optare per una miscela specifica per piante grasse e cactacee, arricchita con sabbia silicea, perlite o pomice. Questi materiali inerti creano macro-porosità che permettono all’ossigeno di circolare e all’acqua in eccesso di defluire rapidamente verso il fondo del vaso. Una struttura del terreno porosa simula le condizioni pedologiche del Sudafrica, dove l’albero di giada si è evoluto per millenni in terreni poveri di materia organica ma estremamente drenanti.

Il rinvaso non deve avvenire con troppa frequenza. L’albero di giada ama stare leggermente stretto nel proprio contenitore, una condizione che favorisce una crescita più compatta e previene il rischio di marciumi dovuti a masse di terra troppo grandi e umide. Procedi al cambio del vaso solo ogni due o tre anni, preferibilmente in primavera, scegliendo un contenitore di soli due centimetri più grande del precedente. L’uso di vasi in terracotta appare preferibile rispetto alla plastica, poiché la porosità dell’argilla permette una traspirazione naturale delle pareti, aiutando il terreno a perdere l’umidità residua in modo più uniforme e rapido.

Durante il rinvaso, approfittane per controllare lo stato delle radici. Se ne trovi di scure o molli, rimuovile con forbici disinfettate prima di riposizionare l’albero di giada nel nuovo alloggiamento. Dopo il trapianto, evita di bagnare la pianta per almeno una settimana; questo permette alle micro-lesioni radicali di cicatrizzare correttamente, riducendo le probabilità di infezioni fungine post-operatorie. Uno strato di argilla espansa sul fondo del vaso garantisce che i fori di scolo restino sempre liberi da ostruzioni, assicurando una longevità superiore al tuo esemplare domestico che potrà così espandere il proprio apparato radicale in totale sicurezza.

Propagazione: come moltiplicare il tuo albero di giada

La generosità di questa pianta si manifesta nella facilità con cui puoi dar vita a nuovi esemplari. La propagazione per talea di foglia rappresenta uno dei metodi più affascinanti. Basta staccare una foglia sana dalla base del fusto, assicurandosi di non romperla, e lasciarla riposare su un foglio di carta in un luogo asciutto per un paio di giorni. Durante questo tempo, la ferita cicatrizza formando un callo protettivo. Successivamente, appoggia la foglia sulla superficie di un terreno umido e, dopo qualche settimana, vedrai spuntare minuscole radici e una rosetta di nuove foglioline. Questo processo di crescita dimostra l’incredibile vitalità contenuta in ogni singola cellula dell’albero di giada.

Se desideri risultati più rapidi, la talea di ramo costituisce la scelta migliore. Recidi un rametto laterale lungo circa dieci centimetri, rimuovi le foglie inferiori e procedi con la stessa tecnica della cicatrizzazione prima di interrarlo. In breve tempo, avrai un giovane albero di giada pronto per essere regalato ad amici o parenti come simbolo di buon auspicio. Molti appassionati utilizzano questa tecnica per creare piccole composizioni o per avviare il percorso di formazione di un bonsai. La potatura dei rami più lunghi non solo fornisce materiale per la propagazione, ma stimola la pianta madre a produrre nuovi getti laterali, rendendo la chioma più folta e armoniosa nel corso dei mesi estivi.

Sperimentare la moltiplicazione ti permette di osservare da vicino il ciclo vitale di una succulenta. Non servono ormoni radicanti o attrezzature costose; la natura dell’albero di giada provvede a tutto il necessario. Tieni i nuovi nati in un luogo luminoso ma non esposto direttamente al sole cocente finché non appaiono stabilizzati. Vedere la nascita di una nuova pianta da un frammento che altrimenti andrebbe perduto regala una soddisfazione unica, trasformando il giardinaggio domestico in un atto di creazione continua. Con il passare del tempo, potrai disporre di una vera e propria foresta domestica derivata da un unico esemplare iniziale acquistato anni prima.

Parassiti e malattie: come proteggere la salute della pianta

Malgrado la sua proverbiale robustezza, l’albero di giada può subire attacchi da parte di alcuni parassiti specifici. La cocciniglia farinosa rappresenta il nemico numero uno: si manifesta con piccoli ammassi bianchi simili a cotone, solitamente nascosti tra le ascelle delle foglie o lungo i fusti. Questi insetti succhiatori indeboliscono la pianta sottraendo linfa preziosa. Se noti la loro presenza, puoi intervenire manualmente usando un batuffolo di cotone imbevuto di alcool denaturato, passandolo delicatamente sulle zone colpite. Un intervento tempestivo impedisce la diffusione dell’infestazione agli esemplari vicini, preservando l’integrità del tuo angolo verde.

Le malattie fungine risultano quasi sempre legate a una cattiva gestione dell’acqua. Il marciume radicale si palesa con foglie che diventano improvvisamente molli, gialle e tendono a cadere al minimo tocco. Se il fusto alla base appare scuro e cedevole, la situazione risiede in uno stadio avanzato. In questi casi, l’unica speranza per salvare l’albero di giada consiste nel prelevare talee sane dalla parte superiore della chioma e ricominciare la coltivazione da zero, eliminando la terra e le radici compromesse. La prevenzione attraverso il drenaggio rimane la difesa più efficace che puoi attuare quotidianamente per garantire la longevità della specie nelle tue stanze.

Occasionalmente, potresti notare foglie che cadono durante i cambi di stagione o in seguito a uno spostamento improvviso. Questo fenomeno indica uno stress ambientale che la pianta cerca di gestire riducendo la superficie traspirante. Se la luce e l’acqua appaiono corrette, non preoccuparti eccessivamente; l’albero di giada possiede una capacità di recupero notevole. Evita di utilizzare lucidanti fogliari chimici, che possono ostruire gli stomi e compromettere la respirazione cellulare. Pulire le foglie con un panno umido ogni mese appare sufficiente per rimuovere la polvere e permettere alla pianta di splendere in tutta la sua bellezza naturale, senza l’uso di sostanze artificiali potenzialmente dannose.

Significato simbolico e posizionamento nel Feng Shui

In molte culture orientali, l’albero di giada viene chiamato “pianta dei soldi” o “albero della fortuna”. Le sue foglie tondeggianti e carnose richiamano la forma delle monete e il colore della preziosa pietra di giada, simbolo di ricchezza e immortalità. Secondo i principi del Feng Shui, posizionare un albero di giada vicino all’ingresso di casa o nell’angolo sud-est del soggiorno aiuta ad attirare energie positive e prosperità finanziaria. Questa credenza ha reso la pianta un regalo tradizionale molto gradito per inaugurazioni di nuove attività commerciali o per festeggiare l’acquisto di una nuova abitazione, portando un messaggio di stabilità e crescita duratura.

Il legame tra la pianta e l’armonia domestica risiede nella sua natura resiliente e nella sua crescita costante ma misurata. L’albero di giada insegna la pazienza: non cresce in modo esplosivo, ma consolida la propria struttura giorno dopo giorno, diventando sempre più solido e affascinante. Questa caratteristica rispecchia l’accumulo saggio della ricchezza e della conoscenza, rendendo la pianta un simbolo di saggezza interiore. Prendersi cura di un organismo così longevo aiuta a sviluppare un senso di responsabilità verso la natura e verso i ritmi lenti che la vita moderna spesso ci porta a dimenticare, regalando pace e serenità agli ambienti in cui risiede.

Indipendentemente dalle credenze personali, la presenza di un albero di giada rigoglioso migliora oggettivamente la qualità dell’aria indoor. Come molte succulente, essa contribuisce a regolare l’umidità e a filtrare alcune sostanze volatili nocive. L’estetica rilassante del suo verde profondo agisce come un antistress naturale, riducendo i livelli di ansia e migliorando la concentrazione durante le ore di lavoro o di studio. Scegliere di coltivare questa specie significa quindi investire nel proprio benessere psicofisico, circondandosi di un’energia vitale che affonda le proprie radici in millenni di evoluzione e di storia culturale condivisa tra uomo e regno vegetale.

La potatura creativa e l’arte del bonsai

Se desideri conferire una forma specifica al tuo albero di giada, la potatura rappresenta uno strumento tecnico formidabile. Questa pianta risponde magnificamente ai tagli, producendo due nuovi getti proprio nel punto in cui hai rimosso un ramo. Questo comportamento ti permette di modellare la chioma rendendola più densa e strutturata, simile a quella di un albero secolare in miniatura. Molti appassionati si cimentano nella creazione di bonsai partendo da esemplari comuni, poiché l’albero di giada sviluppa un tronco legnoso e proporzioni armoniose con estrema facilità anche in mani meno esperte.

Intervieni durante la primavera, utilizzando cesoie affilate e disinfettate. Non aver paura di rimuovere i rami che crescono verso il basso o che si incrociano in modo disordinato. Ogni taglio stimola il vigore interno della pianta, spingendo la linfa verso le gemme dormienti. Se la pianta appare troppo alta e sbilanciata, puoi accorciare la cima per favorire l’espansione laterale, rendendo il baricentro più basso e stabile. La gestione della forma richiede osservazione: guarda il tuo albero di giada da diverse angolazioni prima di agire, cercando di immaginare come si svilupperà nel corso dei mesi successivi per ottenere un risultato equilibrato e piacevole.

I residui della potatura non vanno gettati, ma possono diventare nuove talee, come discusso in precedenza. Questa pratica circolare rende la coltivazione dell’albero di giada un’attività sostenibile e gratificante. Ricorda di lasciare asciugare i tagli più grandi per qualche giorno prima di esporre la pianta a fonti di umidità eccessiva, per evitare che agenti patogeni possano penetrare nelle ferite ancora fresche. Un esemplare ben potato mostra con orgoglio la sua struttura interna, evocando paesaggi lontani e portando un tocco di natura selvaggia e disciplinata direttamente nel cuore della tua zona living, arricchendo l’arredamento con una personalità unica.

Varietà e cultivar meno comuni da collezionare

Oltre alla classica forma a foglie ovali, esistono diverse varietà di albero di giada che possono arricchire la tua collezione con forme insolite e colori sorprendenti. La cultivar ‘Gollum’ o ‘Hobbit’ presenta foglie tubolari con una punta a forma di ventosa, ricordando le dita di creature fantastiche. Queste varianti mantengono la stessa facilità di cura della specie tipo, ma offrono un impatto visivo decisamente più moderno e bizzarro. Possedere queste forme particolari di albero di giada attira l’attenzione degli ospiti e permette di creare composizioni miste molto originali all’interno di un unico grande vaso o in piccoli contenitori singoli sulla scrivania.

Le varietà variegate mostrano invece striature color crema o gialle sulle foglie verdi, regalando una luminosità aggiuntiva agli angoli della casa. La Crassula ovata ‘Tricolor’ può presentare persino sfumature rosate molto accese se riceve abbondante luce solare. Queste piante richiedono un po’ più di attenzione nell’esposizione, poiché le parti prive di clorofilla appaiono più sensibili alle bruciature solari. Scegliere una varietà meno comune di albero di giada significa esplorare la diversità genetica di questa specie, scoprendo come piccole mutazioni naturali possano dare vita a forme estetiche straordinarie che sfidano la nostra percezione comune della vegetazione domestica.

Esistono anche versioni nane, ideali per chi dispone di poco spazio ma non vuole rinunciare al fascino della specie. Queste piante restano compatte e crescono molto lentamente, mantenendo proporzioni perfette anche dopo molti anni di vita. Qualunque sia la tua scelta, l’albero di giada si conferma una pianta versatile, capace di interpretare stili diversi, dal classico al contemporaneo. Collezionare diverse cultivar ti permette di comprendere meglio le sfumature di questa famiglia botanica, trasformando la tua passione in un percorso di scoperta continua tra forme, colori e adattamenti biologici che non smettono mai di stupire chi sa osservare con attenzione i dettagli della vita vegetale.

L’albero di giada risulta tossico per cani e gatti?

Sì, purtroppo la pianta contiene sostanze che possono causare disturbi gastrici, letargia e coordinazione ridotta se ingerite dai tuoi piccoli amici a quattro zampe. Se possiedi animali domestici curiosi, tieni l’albero di giada su scaffali alti o in zone non raggiungibili. In caso di ingestione accidentale, contatta il veterinario per un consulto, sebbene nella maggior parte dei casi i sintomi si risolvano con un breve periodo di malessere senza conseguenze gravi per la salute dell’animale.

Perché il mio albero di giada perde le foglie improvvisamente?

La caduta improvvisa delle foglie solitamente segnala un eccesso di irrigazione o uno sbalzo termico eccessivo. Se il terreno appare molto bagnato, sospendi l’acqua e lascia asciugare completamente il substrato. Se invece la pianta si trova vicino a una corrente d’aria fredda, spostala in un luogo più protetto. L’albero di giada utilizza la caduta delle foglie come meccanismo di difesa estremo per preservare l’energia del fusto principale durante i periodi di forte stress ambientale.

Come posso far fiorire l’albero di giada in casa?

Per stimolare la fioritura, la pianta deve raggiungere una certa maturità, solitamente intorno ai dieci anni di età. Inoltre, durante l’autunno, necessita di notti fresche (circa dodici gradi) e giornate molto luminose, unite a una riduzione drastica delle annaffiature. Questo “periodo di riposo” induce la formazione dei boccioli che si apriranno tra dicembre e gennaio. Vedere i fiori sull’albero di giada costituisce un evento raro e gratificante che premia la tua pazienza e le tue cure costanti.

Le foglie dell’albero di giada presentano macchie nere, cosa significa?

Macchie scure o nere possono indicare la presenza di un fungo causato da un’eccessiva umidità ambientale o da acqua rimasta stagnante sulle foglie. Riduci le annaffiature e migliora la ventilazione nella stanza. Se le macchie appaiono secche e croccanti, potrebbero invece indicare vecchie bruciature solari ormai cicatrizzate. Un’osservazione attenta dei sintomi ti permette di correggere il tiro e riportare l’albero di giada al suo splendore originale, evitando che il problema si diffonda a tutta la vegetazione circostante.

Quale tipo di concime appare più indicato?

Usa un concime specifico per piante grasse, povero di azoto e più ricco di potassio e fosforo, per rinforzare i tessuti senza causare una crescita eccessivamente debole e acquosa. Somministra il nutrimento solo una volta al mese durante il periodo primaverile ed estivo, sospendendo ogni fertilizzazione in autunno e inverno quando l’albero di giada entra in fase di riposo vegetativo. Non eccedere mai con le dosi: una concentrazione troppo alta di sali nel terreno può danneggiare le delicate radici capillari della succulenta.

Posso coltivare l’albero di giada in idroponica?

Sebbene tecnicamente possibile per brevi periodi o per la radicazione di talee, la coltivazione a lungo termine in acqua non appare ideale per l’albero di giada. Essendo una pianta abituata ad ambienti aridi, l’immersione costante delle radici porta quasi inevitabilmente al marciume. Il terreno drenante rappresenta l’ambiente naturale dove la pianta può esprimere al meglio il suo potenziale di crescita e longevità, rispettando la sua fisiologia di specie xerofita.

Perché il tronco del mio albero di giada sembra svuotato o molle?

Un tronco molle indica una grave infezione fungina o batterica dovuta a marciume radicale esteso verso l’alto. In questa fase, la pianta risiede in serio pericolo. Se noti questo segnale, taglia immediatamente le parti superiori sane e ancora sode per tentare una propagazione d’emergenza, poiché il fusto principale non potrà più recuperare la sua consistenza originale. La rapidità d’azione in questi casi rappresenta l’unica possibilità per non perdere definitivamente il tuo amato albero di giada.

L’albero di giada può stare in camera da letto?

Sì, la pianta risulta idonea alla camera da letto poiché, come molte altre succulente, appartiene alle specie che svolgono il metabolismo acido delle crassulacee (CAM), assorbendo anidride carbonica durante la notte. Oltre a migliorare la qualità dell’aria, l’estetica ordinata dell’albero di giada favorisce un’atmosfera calma e rilassante, ideale per conciliare il riposo notturno e decorare l’ambiente con un tocco di eleganza sobria e naturale.

Cosa indicano i bordi rossi sulle foglie?

I bordi rossi rappresentano una reazione naturale all’esposizione a una luce intensa e a temperature fresche. Si tratta di una produzione di antociani, pigmenti che proteggono i tessuti dalla radiazione solare eccessiva. Molti coltivatori considerano questo effetto molto estetico e cercano di indurlo esponendo l’albero di giada al sole diretto. Questa colorazione vivace svanisce se la pianta viene riportata in un ambiente più ombreggiato, tornando gradualmente al verde uniforme tipico della specie.

Quanto tempo può vivere un albero di giada?

In condizioni ottimali, un albero di giada può vivere tranquillamente oltre i cinquant’anni, con alcuni esemplari che superano il secolo di vita. La sua resistenza lo rende un compagno a lunghissimo termine, capace di adattarsi ai cambiamenti della tua casa e della tua vita. Coltivare un albero di giada significa iniziare un rapporto profondo con un organismo che sfida il tempo, diventando un testimone vivente della storia della tua famiglia e della tua dedizione quotidiana verso il mondo naturale.

Accogliere un albero di giada nella tua vita rappresenta un impegno minimo ripagato da una presenza costante e rassicurante. Imparare a comprendere le necessità di questa succulenta ti permette di sviluppare una sensibilità particolare verso il regno vegetale, scoprendo che la bellezza risiede spesso nella semplicità e nella forza della vita che si adatta a ogni circostanza. Lascia che la tua pianta cresca con i suoi tempi, rispetta il suo bisogno di luce e di asciutto, e verrai ricompensato con una chioma magnifica che porterà un angolo di Africa e di millenaria fortuna direttamente tra le mura della tua splendida abitazione.

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